Piani per il dopoguerra

 
Piani per il dopoguerra

Piani per il dopoguerra. Vignetta del 6 gennaio 2023 in CTXT

Vignetta di TR: Israele progetta un'amministrazione palestinese sotto controllo militare.

-Non prima di "aggiustamenti demografici"

Dopo tre mesi di uccisioni spietate, Israele rigira la sua sporca propaganda per cercare di dire al mondo che ha un piano, come se avesse la situazione sotto controllo e si presentasse ancora una volta come colui che si occupa dei destini della popolazione palestinese, mentre il resto del mondo lo lascia fare come vuole.

Ora leggiamo che lo Stato criminale e genocida di Israele sta pianificando una Gaza post-bellica con un'amministrazione palestinese, ma sotto controllo militare, come se non ci fossero abbastanza militari sul terreno ora (e prima).

Proporre un protettorato/occupazione alla maniera della Francia di Vichy nel XXI secolo la dice lunga sulla mentalità coloniale e imperialista degli occupanti. Se prima non avevano bisogno di scuse per rubare la terra palestinese, immaginiamo adesso.

Secondo la stampa ebraica, il Ministro della Difesa ha presentato un documento che delinea un presunto futuro dopo quella che chiamano"guerra" a Gaza.

Secondo questi piani, il governo civile del territorio rimarrebbe in mani palestinesi, anche se il ministro non fa alcun riferimento all'Autorità Nazionale Palestinese, che governa parte della Cisgiordania sotto occupazione militare israeliana.

"I residenti di Gaza sono palestinesi e pertanto gli organismi palestinesi saranno responsabili (dell'amministrazione), a condizione che non vi siano azioni ostili o minacce contro lo Stato di Israele. Hamas non governerà Gaza, Israele non governerà i civili di Gaza.

Non bisogna essere molto intelligenti per sapere che l'esercito israeliano non resterà lì per la decorazione. Si tratta del loro modo cinico di riqualificare l'occupazione agli occhi del mondo. In questo stanno copiando i loro colleghi statunitensi, che tendono sempre a rimanere nei Paesi che invadono e saccheggiano per tutto il tempo che ritengono opportuno, al fine di inscenare una parata di ripristino dellapace.

Comunque sia, non è finita, né sembra che lo sarà presto. Al ritmo del genocidio e della distruzione, chiunque rimanga avrà ben poco da gestire.


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