
Un tribunale penale del Cairo si è riunito lunedì nel carcere di Badr e ha rinviato il processo a carico di Ashram Omar, vignettista del quotidiano online Al Manassa, al 12 ottobre 2026, secondo quanto riportato in un post su Facebook dal suo avvocato, Khaled Ali.
Il vignettista egiziano è ormai da quasi due anni dietro le sbarre e, a quanto pare, il governo sta facendo di tutto per protrarre all’infinito il suo iter giudiziario e tenere il vignettista in carcere. Il processo, previsto per il 10 maggio, è stato rinviato al13 luglioper motivi legati alle «dichiarazioni dei testimoni», come aveva riferito all’epoca Khaled Ali, avvocato di Ashraf.
Secondo la nota dell'avvocato, il tribunale ha ora deciso di rinviare nuovamente il processo affinché il primo testimone dell'accusa, l'agente di polizia incaricato delle indagini, possa partecipare alla prossima udienza ed essere interrogato.
Omar e altri 11 imputati, tra cui una donna, sono stati rinviati a giudizio nel procedimento n. 11846 del 2025 (Reati gravi previsti dal Quinto Accordo) lo scorso novembre, dopo aver trascorso 16 mesi in custodia cautelare a seguito dell’arresto avvenuto presso il proprio domicilio il 22 luglio 2024.
Secondo Ali, i pubblici ministeri lo hanno anche accusato di«utilizzare un sito web per promuovere idee e convinzioni che sostengono atti terroristici, e di aver deliberatamente diffuso notizie, dichiarazioni e voci false, sia all’interno che all’estero, sulla situazione interna dell’Egitto, in modo tale da minare il prestigio e l’autorevolezza dello Stato, turbare la sicurezza e la pace pubblica, seminare paura tra la popolazione e ledere l’interesse pubblico».
Ali ha aggiunto che, quando il 15 novembre dello scorso anno è stato emesso il mandato, i pubblici ministeri hanno ritirato tre capi d’accusa, ma hanno mantenuto quello di finanziamento di un gruppo terroristico e ne hanno aggiunto uno di collaborazione alle attività e agli obiettivi di un gruppo terroristico.
L'arresto di Omar ha suscitato lacondanna unanimedelle organizzazioni per la difesa della libertà di stampa e oltre 800 scrittori, intellettuali e artistihanno chiesto il suo rilascioattraverso un manifesto di solidarietà con il fumettista.
Trentaquattro organizzazioni egiziane e internazionali per la difesa dei diritti umani e della libertà di stampa, tra cui “Articolo 19”, hanno a loro volta condannato ladetenzione dei giornalistiin Egitto. Il 7 agosto 2024, 11 organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato gliattacchi contro i giornalistiperpetrati attraverso misure giudiziarie e di sicurezza, nonché le sparizioni forzate, esclusivamente per aver svolto il proprio lavoro giornalistico.
Qui puoi consultare il resto degli appunti relativi a questo caso.
L’umorismo nei guai, raccolta di casi
Casi di fumettisti che hanno avuto problemi di una certa rilevanza a causa delle loro vignette o illustrazioni satiriche. Ci sono anche alcune storie di altre persone che, pur non essendo fumettisti, hanno avuto problemi per averle condivise.







